Nuove Indicazioni nazionali per la scuola

09.07.2026 12:55
 - A decorrere dal 2026/2027, le scuole dell’infanzia e del primo ciclo adottano le nuove Indicazioni a partire dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado 
Le Indicazioni nazionali del 2012 continuano ad applicarsi alle classi intermedie già attive nell’anno scolastico 2025/2026, fino alla conclusione dei rispettivi cicli. 
È prevista un’adozione anticipata delle nuove Indicazioni per la disciplina storia nelle classi terze della primaria nel 2027/2028. 
- L’insegnamento del latino per l’educazione linguistica (LEL) può essere avviato, in via sperimentale, nelle classi seconde e terze delle scuole secondarie di I grado già nell’anno scolastico 2026/2027 
 
- La cessazione definitiva dell’efficacia delle Indicazioni del 2012 avverrà in modo differenziato: 
 
- dal 2026/2027 per la scuola dell’infanzia 
- dal 2028/2029 per la scuola secondaria di primo grado
- dal 2030/2031 per la scuola primaria 
 
Che cosa è vincolante nelle Indicazioni Nazionali e che cosa rimane una scelta dell’insegnante? Le Indicazioni Nazionali rendono prescrittivi il Profilo dello studente, gli Obiettivi generali del processo formativo, le competenze attese e gli obiettivi specifici di apprendimento, che devono concretamente diventare oggetto di valutazione da parte dell’insegnante, sia a livello di valutazione formativa che sommativa. 
 
Gli Obiettivi specifici di apprendimento, in particolare, devono diventare valutabili, rendendoli operativi, e traducendoli in prove concrete con criteri attesi chiari. 
 
Le conoscenze disciplinari previste dalle Indicazioni Nazionali non sono prescrittive. l’insegnante ha la libertà di scegliere quei contenuti disciplinari che meglio contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi. 
Le Indicazioni nazionali suggeriscono che il principio guida sia “non multa, sed multum”, cioè poche ed essenziali conoscenze per evitare dispersione e favorire apprendimenti profondi
 
In fase di valutazione, compito dell’insegnante è considerare i diversi tipi di conoscenza coinvolti, distinguendo tra conoscenze di superficie (fattuali, dichiarative) e conoscenze profonde (applicazioni, integrazioni, riflessioni critiche).- A decorrere dal 2026/2027, le scuole dell’infanzia e del primo ciclo adottano le nuove Indicazioni a partire dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado 
Le Indicazioni nazionali del 2012 continuano ad applicarsi alle classi intermedie già attive nell’anno scolastico 2025/2026, fino alla conclusione dei rispettivi cicli. 
È prevista un’adozione anticipata delle nuove Indicazioni per la disciplina storia nelle classi terze della primaria nel 2027/2028. 
- L’insegnamento del latino per l’educazione linguistica (LEL) può essere avviato, in via sperimentale, nelle classi seconde e terze delle scuole secondarie di I grado già nell’anno scolastico 2026/2027 
 
- La cessazione definitiva dell’efficacia delle Indicazioni del 2012 avverrà in modo differenziato: 
 
- dal 2026/2027 per la scuola dell’infanzia 
- dal 2028/2029 per la scuola secondaria di primo grado 
- dal 2030/2031 per la scuola primaria 
 
Che cosa è vincolante nelle Indicazioni Nazionali e che cosa rimane una scelta dell’insegnante? Le Indicazioni Nazionali rendono prescrittivi il Profilo dello studente, gli Obiettivi generali del processo formativo, le competenze attese e gli obiettivi specifici di apprendimento, che devono concretamente diventare oggetto di valutazione da parte dell’insegnante, sia a livello di valutazione formativa che sommativa. 
 
Gli Obiettivi specifici di apprendimento, in particolare, devono diventare valutabili, rendendoli operativi, e traducendoli in prove concrete con criteri attesi chiari. 
 
Le conoscenze disciplinari previste dalle Indicazioni Nazionali non sono prescrittive. l’insegnante ha la libertà di scegliere quei contenuti disciplinari che meglio contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi. 
Le Indicazioni nazionali suggeriscono che il principio guida sia “non multa, sed multum”, cioè poche ed essenziali conoscenze per evitare dispersione e favorire apprendimenti profondi. 
In fase di valutazione, compito dell’insegnante è considerare i diversi tipi di conoscenza coinvolti, distinguendo tra conoscenze di superficie (fattuali, dichiarative) e conoscenze profonde (applicazioni, integrazioni, riflessioni critiche).